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Dalle Spezie al Bar il passo è breve...

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RHS 2018: Speziology porta l’alchimia nel bicchiere allo stand The Bars

09/11/2018 by Terry Monroe

Speziology con The Bars alla fiera di Catania.

A Ristora Hotel Sicilia 2018, alla fiera di Catania, il prossimo 11 e 12 Novembre insieme a The Bars, Speziology porterà “L’alchimia nel bicchiere“.

Due giorni dedicati alla miscelazione in Speziology style, utilizzando i mezzi messi a disposizione da The Bars, e le tecniche di lavoro di Speziology, come estrazioni, pressurizzazioni, vibrazioni. Un lavoro concepito in modo non convenzionale, partendo dai vecchi archetipi fino ad arrivare alle nuove visioni della miscelazione, utilizzando la materia prima che ogni giorno ci accompagna in cucina o dietro al banco del bar.

Spezie, alcol e chimica farmaceutica.

Come sempre si parlerà di zafferano, di butterfly pea, ma anche di zuccheri e di sali, utilizzando il nuovo format proposto da The Bars, che aggiunge alla sua proposta, una nuova linea di vetreria da banco, ispirata alla chimica farmaceutica.

Speziology proporrà una fusione tra miscelazione e farmacologia alcolica, realizzata con l’ausilio di alambicchi, matracci, beute, provette, fialette, contagocce. Un nuovo modo di intendere il lavoro di miscelazione unendo le spezie, terreno quotidiano di Speziology e la mixology.

Speziology e The bars in fiera a Catania

In una terra ricca di aromi e profumi come la Sicilia, Speziology realizzerà i suoi cocktail coloratissimi, utilizzando il basilico, il rosso estratto dal melograno, la barbabietola, il the matcha, l’ibisco, la rosa e il suo profumo, l’estratto di fiori d’arancio, il cartamo, il cardamomo, i petali di fiordaliso, l’anice stellato, la cannella, i fiori di caprifoglio, lo zafferano.

Sarà interessante seguire le lavorazioni come l’affumicatura della tequila con il lapsang souchong, un the affumicato, o con il pu’er. Utilizzare la cannella in estrazione per fare un Negroni al sentore di cannella, un gin allo zafferano lavorato con del timo fresco, o del rosmarino e del pepe.

Questo è il non convenzionale portato in miscelazione da Speziology. Una visione nuova e seducente della mixology.

il programma degli interventi allo stand di the bars per la fiera rhs 2018

Sperimentare, incuriosire, informare.

La nuova linea di vetrerie messa in catalogo da The Bars rappresenta per Speziology un opportunità ghiotta per sperimentare le nuove possibilità offerte da questi strumenti tipici della farmacia alcolica. È nella filosofia di Speziology percorrere questo tipo di sperimentazione sul confine sottile tra alchimia, chimica e miscelazione. Quindi l’appuntamento di Catania con The Bars è perfetto per avvicinare e incuriosire un pubblico di settore alle possibilità offerte dalla visione di Speziology.

L’appuntamento è a Catania nei giorni 11 e 12 Novembre 2018. Noi vi aspettiamo. Non mancate.

 

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Red Bull Organics e miscelazione secondo Speziology

25/10/2018 by Terry Monroe

Il 2018 di Red Bull si è aperto con il lancio delle Red Bull Organics, quattro nuovi soft drink, che si staccano dal mondo degli energy drink che rappresenta il territorio di partenza dell’azienda austriaca.

Le nuove Red Bull Organics sono soft drink effervescenti senza aromi o coloranti artificiali, conservanti e additivi, ma ogni aroma presente nelle nuove lattine Red Bull Organics è estratto direttamente da erbe, piante e spezie. La gamma delle Organics si compone di acqua tonica, simply cola, ginger ale e bitter lemon.

Nel lancio di questa nuova gamma di prodotti, in occasione dell’ultimo Giro d’Italia, oltre a mettere in evidenza l’origine biologica certifica degli ingredienti, Red Bull ha sottolineato tutti gli aspetti legati alla produzione che garantiscono un approccio ecosostenibile e rispettoso dell’ambiente a partire dall’uso responsabile delle lattine di alluminio.

le nuove lattine Red Bull Organics

 

La nuova proposta delle Red Bull Organics e Speziology

Dopo la prima fase di lancio di questa nuova gamma, oggi Red Bull si propone di avvicinare anche il pubblico dei professionisti del mondo del bar all’uso di questi nuovi soft drink nella miscelazione.

Vista la presenza di diversi aromi, erbe e spezie in ognuna di queste nuove bibite analcoliche è nata quasi in modo naturale una collaborazione tra Red Bull e Speziology per portare a conoscenza del pubblico le proprietà e le caratteristiche di ognuno dei quattro nuovi prodotti e delle spezie in esse utilizzate.

La collaborazione si è concretizzata in una serie di eventi dedicati alle Organics e alle spezie.

Il mondo della Mixology non è poi così lontano dalla sperimentazione e dala ricerca di nuove associazioni di gusti. Il bere miscelato ha aperto molti orizzonti, facendo il giro del mondo tra prodotti e nuovi gusti. Ed ecco, grazie a Red Bull, nuovi gusti con i quali creare.

dalla collaborazione tra red bull e speziology appunti per i cocktail realizzati con le organics
red bull organics e speziology appunti su una collaborazione
appunti sui drink da presentare di speziology
appunti e disegni di speziology

Il soft drink è diventato protagonista tanto quanto il distillato. L’occasione non manca, quattro nuovi prodotti che si prestano allo sviluppo di Signature drink.

Per Rum e Whisky day il tasting dei quattro soft drink in associazione con spezie dal mondo e miscelazione contemporanea. Ecco la proposta per questa edizione di due dei quattro cocktail che potrete trovare all’evento.

Da “Gin Day” a “Rum e Whisky Day”

Attraverso una serie di eventi come Gin day oppure Whisky e Rum day, che sta per iniziare, o ancora Agave Experience, evento realizzato in maggio a Milano, Speziology cerca di presentare questi nuovi aromi facendo conoscere le spezie che sono citate in etichetta e mostrando ad esempio il legno di quassio, la corteccia di china, lo zenzero, la cannella, il cardamomo, il chiodo di garofano.

Ogni prodotto viene presentato in questo contesto come un prodotto da assaggiare, in miscelazione con un superalcolico. Il Gin è stato protagonista del Gin Day, mentre alla fine di ottobre saranno presentati rum e whisky in miscelazione con le Red Bull Organics in sei diversi cocktail.

Quindi più che una semplice prova prodotto, una dimostrazione di come possono essere interpretati in miscelazione i nuovi soft drink con whisky rum. L’intento è avvicinare il mondo dei barman ad un prodotto che il mercato offre, con delle caratteristiche molto particolari.

La scelta di Speziology di legarsi a questo progetto è proprio nel dare spazio e valore a tutti gli aromi contenuti in questi nuovi prodotti Red Bull. Per Speziology è una interessante occasione per raccontare il mondo delle spezie a partire dagli aromi contenuti in ognuna delle nuove Organics di Red Bull.

appunti sui drink da presentare di speziology
Ingredienti dell red bull organics
Gli sciroppi di Speziology
red bull organics e speziology appunti su una collaborazione

Gli sciroppi e la collaborazione tra Speziology e Tutte le spezie del mondo.

Gli sciroppi preparati per l’occasione sono parte di una collaborazione con Tutte le Spezie del mondo, che ringraziamo per la selezione e le miscele che ci ha preparato! Dal Lemon Myrtle in Elice, lo Zafferano in Arianna, i 7 Pepi in Efesto, il Rooibos Tea in Argo, lo Zenzero in Apollo, un Ginger Bread blend in Minerva ed infine il complesso Tandoori Masala in Minosse

I ragazzi che collaborano agli eventi red bull organics di Speziology

Rum e Whisky day, domenica 28 e lunedì 29 ottobre a Milano

Il prossimo evento nato dalla collaborazione tra Red Bull e Speziology sarà Rum e Whisky day. L’occasione per conoscere e testare le nuove Red Bull Organics, sarà  domenica 28 e lunedì 29 ottobre in via Watt 15, a Milano.
Sarà la terza manifestazione in cui con Speziology avremo modo di raccontare le nostre spezie e i nostri aromi.
In questo evento unico, si parlerà in particolare di profumi, perché di fatto whisky e rum sono a tutti gli effetti profumi.

Vi aspettiamo a Milano con Red Bull Organics e Speziology.

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Bols presenta il contest “The Hidden taste of colors”

18/10/2018 by Terry Monroe

Bols: giro d’Italia con master class e un contest per vincere Amsterdam

Bols è la più antica distilleria al mondo ancora operante. Fondata ad Amsterdam nel 1575, da oltre quattro secoli produce liquori e distillati distribuiti in oltre cento paesi. Nessun barman al mondo può evitare di confrontarsi con almeno una parte dei prodotti Bols. Ma la casa olandese, rappresentata in Italia da Gancia, non perde occasione per accrescere la conoscenza e l’uso professionale dei suoi tanti distillati.

È così che dal 3 Ottobre a partire da Milano, lancerà un nuovo contest, The hidden taste of colors, con la collaborazione di Speziology, che attraverserà l’Italia da nord a sud coinvolgendo le migliori academy italiane nell’arte del bar. Il contest partirà dalle master class che avranno luogo a Milano, Torino, Pescara, Cosenza, Bergamo, Genzano, Isola della Scala in provincia di Verona e Roma, per poi finalizzare la competizione con le proposte dei partecipanti, che dovranno realizzare un nuovo cocktail con almeno uno o più prodotti Bols.

Il vincitore della competion, riservata ai partecipanti delle master class, accompagnato da un altro dei partecipanti al contest, sarà invitato ad Amsterdam per due giorni. Nella città olandese, potrà visitare la Lucas Bols Distillery, la distilleria più antica al mondo. Vivrà una giornata presso la la Lucas Bols Bartender Academy e infine si godrà un fantastico cocktail bar tour serale.

 

Le master class Bols con Mia Terri

Le master class di Bols e Speziology 

Tra sinestesia e gusto, tra profumo e colore, tra un cocktail e l’altro ecco in dettaglio il nuovo format che mi porterà in giro per l’Italia. La prima tappa sarà presso Flair Academy a Milano dal 3 Ottobre. Il viaggio proseguirà a Torino dove saremo ospiti di Evho il 30 ottobre. Appuntamento successivo a Pescara in Abruzzo, dove la master class di Speziology per Bols sarà ospitata da Equilibrium Pescara il 19 novembre.  Il giorno successivo 20 novembre sarà Cosenza e Barbrothers ad ospitare una nuova master class.

Dopo qualche giorno di pausa sarà la volta del Lazio dove i Castelli Romani faranno da sfondo ad un nuovo appuntamento, ospiti di Party in Bottle a Genzano il 10 dicembre. Senza fiato, il giorno successivo 11 dicembre saremo ospiti di FBS – Flair Bartender’s School a (…) Infine il nuovo anno ci vedrà a Bergamo il 28 gennaio presso Quality Events Bergamo, per poi chiudere con l’ultima master class, il 29 gennaio con Fucina del bere nel veronese, a Isola della Scala.

Poi sarà il momento del contest, in attesa di scoprire il vincitore, entro marzo 2019, che insieme ad un altro partecipante volerà ad Amsterdam, per vivere un’esperienza fantastica con Bols.

Mia Terri durante una master class per Bols
Bols lancia otto master class in giro per l'Italia
FIale di prodotti Bols durante una master class di Mia Terri di Speziology
Momenti di una master class Speziology per
Mia Terri durante una master class
Lezioni e divertimento durante una master class di Speziology per Bols
i partecipanti ad una master class di Speziology e Mia Terri per Lucas Bols distillery
I prodotti Bols durante una master class di Speziology e Mia Terri
I prodotti bols durante una master class

Dalle Master class al Contest “The hidden taste of colors”

Finite le master class, sarà il momento della competion tra i partecipanti, per aggiudicarsi il premio, Amsterdam e le distillerie Bols.

CONCEPT

Interpretare e valorizzare l’elemento cromatico all’interno del cocktail preservando bellezza visiva, equilibrio e gradevolezza olfattiva e di gusto.

PARTECIPAZIONE AL CONTEST

Invio della ricetta e di una foto del cocktail alla mail: bolscocktail@gmail.com –
Upload video di preparazione della ricetta sulla propria pagina social (tempo massimo: un minuto).
Gli hashtag che si dovranno OBBLIGATORIAMENTE USARE per la pubblicazione del video sono: #bolscolor #bolscocktail #thehiddentasteofcolors.
Tempistiche entro cui inviare ricetta e caricare il video: UN MESE dalla data della masterclass.(es. 4 ottobre: masterclass, si ha tempo sino al 4 novembre incluso per l’invio).

INGREDIENTI

Obbligatorio l’utilizzo di uno o più liquori Bols.
Numero ingredienti totali ammessi: 5.
Non è consentito l’uso degli home made per agevolare la replicabilità del cocktail.
Bicchiere: libertà di scelta della tipologia di bicchiere, lo stesso non dovrà riportare marchi, loghi o scritte.

VALUTAZIONE E PUNTEGGI PER LA PRIMA FASE DI SELEZIONE

Valutazione dell’aspetto visivo (effettuata sulla foto): 15 punti
Valutazione della presentazione del drink (effettuata sul video): 15 punti
Durante la prima selezione verranno scelte 20 ricette che accederanno di diritto e saranno valutate nella fase finale.

VINCITORE

Il vincitore sarà scelto e decretato durante la finale al termine del tour «The hidden taste of colors», che si terrà a Milano nel mese di marzo 2019.

PREMIO

Il primo classificato si aggiudicherà un viaggio ad Amsterdam per due persone (due notti) con visita alla Lucas Bols Distillery, la più antica distilleria al mondo. L’esperienza comprende una giornata presso la Lucas Bols Bartender Academy con cocktail bar tour serale! L’accompagnatore del viaggio dovrà essere scelto tra i partecipanti al concorso.

Diario di viaggio di Speziology

Non vi resta che rimanere connessi con speziology.it per seguire il mio diario di viaggio attraverso le otto città che ospiteranno il contest “The hidden taste of colors” fino alla consacrazione del vincitore, a marzo 2019.

Stay Tuned.

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Come si produce un amaro: l’Amaro Leon di Castagner

26/08/2018 by Terry Monroe

Vi racconto come nasce l’amaro Leon di Castagner

Nel 2016 è nata una collaborazione tra Speziology e Castagner  per produrre un nuovo amaro. L’esperienza per entrambe le realtà è stata intensa e appassionata. Vi racconto allora come nasce e si produce un amaro.

Prima  di entrare negli aspetti più tecnici e nelle scelte di produzione, bisogna immaginare che la produzione di un liquore come l’amaro Leon, parte da molto più lontano. C’è un lungo percorso di idee e di pensieri che ti portano a definire quello che andrai a creare e quali profumi e immagini evocherà il prodotto finale.

la bottiglia dell'amaro Leon di Castagner nato dalla collaborazione con Mia Terri di Speziology
laboratori Castagner dove nasce l'amaro Leon da una ricetta di Speziology
Mia Terri anima di Speziology
etichetta posteriore dell'amaro Leon di Castagner

Un percorso di idee e di storia, prima degli alambicchi e dei bollitori 

L’Amaro Leon,  è realizzato con 45 erbe autentiche in materia medica. Per erbe autentiche si intende, non estratti già pronti, ma lavorazioni direttamente da foglie, radici, bacche o altro. Per “materia medica” definiamo quelle erbe utilizzate nell’antica medicina popolare e precursorie delle attuali soluzioni farmaceutiche.

L’idea che guida questo processo di estrazione è che la terra dona al palato i suoi segreti attraverso le sue erbe in un passaggio ininterrotto dalla natura al bicchiere.  Un viaggio alla ricerca di un’emozione sensoriale che ad ogni sorso doni tutta la potenza degli aromi.

Un viaggio tra le stagioni.

Si inizia così un viaggio attraverso le stagioni. La primavera ricca di botaniche e sentori floreali. L’estate del fieno e degli agrumi. Le radici dal sentire abboccato di rabarbaro ed angelica, nel vivere il caldo soffio dell’autunno. Infine farsi avvolgere dalla ricchezza di un inverno al profumo di mirra.

La grappa di prosecco, lungamente invecchiata, segna il sigillo armonico tra gli aromi, nella mistica alchimia dell’Amaro Leon.
Un sorso ed il viaggio ha inizio.

La storia, l’idea, l’alchimia, le erbe e le spezie.

La storia ci regala sempre aneddoti e segreti. La vecchia medicina dei popoli si celava in pratiche mistiche capaci di estrapolare dalla natura tutti i doni ed i segreti che poteva regalare. Una conoscenza che consentiva di raccogliere le erbe, conservarle ed infine riutilizzarle al momento giusto.

Saper ridare vita  alla natura era un arte di pochi eletti. Erano coloro i quali avevano imparato a chiedere con dolcezza e  che venivano premiati, ricevendo i doni di madre natura.

La selezione di erbe per l’amaro Leon è fondata su ben 45 botaniche suddivise in legni, cortecce, semi , bacche, foglie, frutti, infiorescenze e resine.

Appunti di lavoro per la produzione dell'amaro Leon
Estrazione di aromi dalle erbe per l'amaro Leon
parte delle spezie ed erbe utilizzate nell'amaro Leon di Castagner nato dalla collaborazione con Speziology
parte delle spezie ed erbe utilizzate nell'amaro Leon di Castagner

Sono antiche come il calamo aromatico, la corteccia di china, la radice di Angelica, la menta piperita, il luppolo, il giaggiolo, l’aloe, la manna, la mirra, lo zafferano, il condurango, la bardana, la salsapariglia e l’erba carlina, il macis, la cannella, il tarassaco e ancora tante altre a completare la rosa delle 45 preziose erbe contenute nell’amaro Leon.

Un esercizio di equilibrio per realizzare un amaro unico.

Un lungo percorso per ottenere un equilibrio complesso che dona sensazioni nuove ad ogni sorso. Attraverso una lunga preparazione di tutte le componenti suddivise in famiglie e tempi di estrazione, poi raggruppate e miscelate alla ricerca del giusto equilibrio.

Secondo la farmacia alcolica, lo zucchero era fondamentale nelle estrazioni degli aromi più ricchi di parti grasse. Lo sciroppo, un po’ medicale ed un po’ liquore, segna il fondo delle code degli aromi, il gusto lungo al palato. La parte alcolica, anch’essa ricca di altre erbe, colora il cuore ed infine la criticità dei sentori agrumati.

Una struttura complessa da creare, una formula ricca da equilibrare e, soprattutto un messaggio sensoriale da trasmettere. L’idea di creare un profumo da bere, che al primo sorso lasci un ricordo indelebile e fissi nella memoria il bacio della natura.
Ecco il momento in cui l’idea dell’amaro diventa ricetta e si affina.

Conoscenze antiche e un processo naturale dalle radici alle infiorescenze.

Quel giusto tocco di misticismo un po’ arcano ed un po’ alchemico. La farmacia del verde, tutta quella conoscienza dei lontani popoli ed il tocco del fato alcolico. Lo spirito che dalla natura si espande e danza tra gli aromi. Molecole armoniche legate tra loro da sottili equilibri.

Il gusto, il profumo, la natura, lo zucchero, lo spirito, l’alchimia, il tempo, l’aria, la terra e soprattutto l’amore per l’arte del creare. Questi i fondamentali ingredienti che fanno di Leon un prodotto unico nel suo genere.

Quarantacinque erbe che via via si accorpano in tre famiglie da quindicine, si riducono in 8 madri, ed infine in un unico e inimitabile Amaro!

Un processo in cui si parte dalle radici nascoste nella terra, per raggiungere le più sottili infiorescenze. Il percorso nella natura che avvolge in ascesa verso lo spirito. La magia della vita, la creazione ed il fato!

Come si produce l’amaro Leon 

Le principali fasi di produzione di un amaro richiedono anzitutto la selezione di tutte le erbe che comporranno il profumo da bere. Ogni erba ha caratteristiche nella sua struttura singolari. Bisogna quindi applicare ad ognuna la giusta tecnica di estrazione per ottenere il massimo dei suoi aromi.

La antica farmacia liquorista utilizzava zucchero, alcool, acqua ed aceti per estrarre i principi attivi. Nel nostro caso le erbe sono suddivise in gruppi di radici, cortecce, bacche, foglie, fiori e frutti.  È fondamentale non considerare la loro struttura allo stesso modo.

la formula realizzata da Speziology per l'amaro Leon di Castagner

Si inizia dalle radici che singolarmente vengono messe a digerire in zucchero. Successivamente vengono svinate e passate in alcohol a 40% ABV (alcohol by volume). A questo punto, otterremo diverse madri che saranno accorpate fino ad arrivare alla ricetta esatta dell’amaro. Una volta svinate le radici si estrae in alcool per recuperare tutto ciòche ancora possono dare.

Contemporaneamente altre due miscele sono in lavorazione con la stessa volumetria alcolica, ma con tempi di estrazione differenti.

Quando tutto è pronto, avremo otto parti da unire per dosi tra loro. Il peso degli zuccheri nel gusto di coda, il corpo nella struttura di cuore ed infine le fragranze profumate nei profumi di testa. Il bilanciamento non è semplice perché bisogna conoscere bene i risultati delle singole lavorazioni. Ci vuole conoscenza per trovare l’equilibrio perfetto.

Leon, l’amaro di Castagner ha in più un piccolo grande pregio, una quantità di grappa invecchiata di prosecco che ne armonizza i profumi e segna quel sigillo alchemico che rende Leon unico nel suo genere.

 

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Speziology: il corso in tre moduli per conoscere le Spezie

29/05/2018 by Terry Monroe

Dal 4 al 6 Giugno il primo modulo del corso Speziology a Milano

Inizia il 4 giugno a Milano presso Opera 33, in via Farini 33, il primo modulo del corso Speziology. Tre giorni di full immersion per iniziare ad addentrarsi nel mondo delle spezie e il loro utilizzo, non limitandosi al bar e alle sue alchimie.

Il nuovo percorso dedicato all’utilizzo di erbe e spezie si articolerà in tre diversi moduli, pensati per approfondire ogni aspetto del magico mondo della botanica. Il corso è progettato per moduli, per consentire un graduale approfondimento della materia, decisamente ampia e complessa.

L’idea è quella di fornire tutte le informazioni per comprendere l’immenso potenziale che la natura ci fornisce. Erbe, spezie, fiori, radici, foglie, frutti, cortecce e legni, bacche, un immenso patrimonio che trova spazio e applicazioni nei campi più disparati dai liquori alla cucina, dalla farmacia ai profumi.

Ogni modulo prevede una parte teorica e una parte di laboratorio e si sviluppa su tre giorni di aula, per un totale di 18 ore di formazione per ogni modulo

Speziology il corso in tre moduli che si svolgerà a Milano tra giugno e settembre.

Il magico mondo delle spezie e i doni di madre natura.

Quando si pensa alle spezie è naturale correre con la mente ai profumi, agli aromi, alla natura. Vagheggiare di Paesi lontani, di altre epoche, di antichi arcani e conoscenze mistiche. Da Marco Polo in poi, le spezie sono entrate nella nostra cultura trasportate dalla Compagnie delle Indie, lungo la via delle seta e il cammino del te, attraverso le carovane cammelliere nei deserti, fino ad invadere le nostre emozioni di profumi, colori e riti mistici.

Con l’arrivo di questa miriade di profumi, aromi e sapori sconosciuti nei porti di Amsterdam, di Venezia, Atene, Genova nasce lo Speziere. Un personaggio mistico, in grado di creare accordi tra i vari aromi, di unire la Farmagnosi alla ricchezza, in grado di incantare con favole inascoltate, capace di creare un legame indissolubile tra Oriente e Occidente.

Oggi, distratti dalla velocità metropolitana, viviamo a volte inconsci un gusto ed un profumo senza saper che all’interno del nostro liquore si cela della Commiphora myrrha o della myristica fragrans, ignari usiamo pepe, cannella, chiodi di garofano.

Una postazione con erbe, spzie e strumenti di lavoro, durante il corso Speziology

Un corso in tre moduli dal base all’avanzato per conoscere ogni aspetto delle spezie.

Il primo modulo di Speziology,  che inizia a giugno dal 4 al 6 giugno 2018, si concentrerà sulle tecniche estrattive. Si parlerà di digestione, infusione, macerazione, decozione, correnti di vapore, vibrazioni e ultrasuoni, pressurizzazioni concentrandosi su radici, cortecce e legni, bacche e semi.

 

Il secondo modulo di Speziology in programma dal dal 2 al 4 luglio 2018, sarà incentrato sulle tecniche estrattive, esattamente come nel primo modulo ma il focus sarà spostato su foglie, fiori e frutti.

Entrambi i primi due moduli prevedono un laboratorio sulla classificazione delle lavorazioni e sono la base delle conoscenze che permetto di affrontare al meglio il terzo modulo, la parte più avanzata del corso. Ogni modulo prevede nozioni di botanica specifiche.

Il terzo modulo di Speziology, previsto dal 17 al 19 settembre 2018, sarà dedicata alla lavorazione e alla miscelazione delle spezie e degli aromi. Si eseguiranno ricette di bitter, di liquori, di amari per riuscire creare una ricetta inserendo tutti gli elementi dalla radice, al frutto, al fiore.

I due primi moduli si riuniscono magicamente in questo ulteriore step, il cui obiettivo è utilizzare tutte le conoscenze acquisite nei due moduli precedenti per creare una ricetta di un liquore, di un amaro o un bitter. Un altro esercizio del laboratorio del terzo modulo di Speziology, sarà quello di partire da libri di ricette di amari e bitter, analizzarli e ricrearli.

Questo terzo modulo di Speziology, chiude il cerchio configurandosi come un prosieguo, ma ha sopratutto la finalità di cogliere tutto il potenziale della botanica, utilizzando ogni parte della pianta, dalla radice al frutto, mettendo tutto in una bottiglia o in un bicchiere. 

 

 

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Alchemy and Mixology: il corso a Milano.

26/04/2018 by Terry Monroe

Mixology: il corso a Milano.

Si chiama Mixology e più che un corso è un per-corso per aspiranti bartender o per i professionisti che vogliono tenersi aggiornati sulle evoluzioni di un mondo, quello del bar, in continua evoluzione. Ampliare le proprie conoscenze su tutto quello che influisce nella preparazione di un ottimo drink.

Il bar e il mestiere di bartender sono un mondo in continua evoluzione, dove negli ultimi anni l’introduzione di nuovi prodotti, nuove tecniche e strumenti, oltre che i gusti sempre in evoluzione dei clienti, richiedono un salto di qualità nella conoscenza del mestiere e un continuo aggiornamento.

Mixology nel suo percorso di cinque giorni  affronta tutti gli ambiti della conoscenza che ogni buon barman dovrebbe possedere per fare il proprio lavoro nel modo migliore. La conoscenza approfondita degli ingredienti, la chimica del ghiaccio, dello zucchero e la formazione dell’alcol, i processi che si innescano in un bicchiere, le tecniche estrattive e l’importanza delle densità nella miscelazione.

Il banco bar del corso Mixology

La struttura e il programma del corso.

Il corso che si svolgerà nell’arco di cinque giorni affronterà tutti gli aspetti necessari per addentrarsi nel mondo della miscelazione. Per partecipare chiaramente sono necessarie alcune conoscenze di base. Di fatti non può essere considerato un corso base, adatto a chi è completamente a digiuno in materia.

Il corso Mixology parte dalla storia, analizzando il passaggio dal banconiere al bartender. Sono analizzati tutti gli strumenti di lavoro, per passare poi alla chimica nel bicchiere e a quella dello zucchero, approfondendo le tecniche di lavorazione del ghiaccio.

Se state pensando che non immaginavate che esistesse una qualche tecnica di lavorazione del ghiaccio, allora questo corso vi è davvero necessario!

Andando avanti nel mondo segreto della miscelazione nel bar, si vedrà la classificazione degli alimenti che concorrono alla creazione dell’alcol e si vedrà la lavorazione specifica. Sempre parlando di alcol si punteranno i riflettori sulla fermentazione e la distillazione.

estrazione e distillazione al corso mixology

Definite e chiarite le conoscenze di base per fare il barman con la necessaria consapevolezza di ogni processo, passeremo alla parte più divertente. Si parlerà di home-made, dove potrete conoscere tutti i passaggi dallo zucchero all’alcol, potrete scoprire cosa sono gli scambi tessutali e quante e quali sono le tecniche estrattive. Conoscerete gli aromi e come gusto e olfatto intervengono nella percezione a volte in modo conflittuale a volte in modo complementare.

Andando avanti potrete vedere la miscelazione nelle densità, le geometrie nel bicchiere, per finire in un crescendo che va dall’oz al vino, al distillato e si conclude con il cocktail.

È a questo punto che la vostra creatività dovrà mostrarsi in tutta la sua capacità immaginifica.

Conoscere per poter scegliere dove portare il proprio bar.

Tutto il corso mixology si basa sull’idea di fondo che una buona conoscenza del mestiere, in ogni suo specifico aspetto, oggi è una valore aggiunto. In un mercato altamente concorrenziale avere una conoscenza approfondita della miscelazione può fare la differenza.

La conoscenza di ogni aspetto della miscelazione è fondamentale per non farsi travolgere dalle mode passeggere, ma acquisire la capacità di usare al meglio il proprio estro e la propria creatività per realizzare prodotti unici.

Mixology  è appunto il per-corso che vi permetterà di conoscere i segreti della miscelazione, distruggerli e ricostruirli con una nuova consapevolezza professionale. Alla fine del percorso la visione del bar e dei drink storici che tutti amiamo sarà cambiata, come la capacità dei partecipanti di preparare un ottimo drink.

Mia Terri porta avanti da anni il suo corso Mixology che prepara nuove generazioni di bartender all'arte della miscelazione

Informazioni, date, costi del corso e i Lab.

Per qualsiasi informazione e per partecipare al corso potete seguire il link al corso Mixology di Mia Terri presso Flair Academy a Milano. Il corso è periodico e ci sono varie date nell’anno con partner diversi. Inoltre per chi volesse ulteriormente approfondire le proprie conoscenze, può seguire anche i Lab “Aromi, profumi e spezie”,  “Creazione e sviluppo” e “Drink Lab” che portano ancora più a fondo la conoscenza del  mondo della miscelazione.

Oltre ai Lab è disponibile anche una seconda parte del corso Mixology che affronta le nuove tecniche di miscelazione e il molecolare.

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Un bicchiere di Whisky per fare il giro del mondo.

31/03/2018 by Terry Monroe

Per gli appassionati di whisky e whiskey ad aprile c’è un appuntamento da non perdere. Il 9 e 10 aprile Flair Accademy propone un bellissimo corso Master con degustazione sul Whisky. A fare da anfitrioni in un lungo ed intenso viaggio dalla fermentazione al bicchiere saranno Mia Terri e Michelangelo di Toma.

Il nome del Master è “Il giro del mondo in un bicchiere di whisky” e si terrà presso la sede di Flair Academy a Milano in via Melchiorre Gioia, 63 lunedì 9 e martedì 10 aprile.

Master sul whisky con Mia Terri

Whisky e Whiskey tra Scozia e Irlanda.

Il programma è molto intenso e decisamente ricco di stimoli e informazioni. Nei due giorni il master vi introdurrà a tutti i segreti del whisky. Il primo giorno si partirà con la selezione della materia prima e la fermentazione. Si parlerà dei diversi tipi di distillazione, continua, discontinua e combinata. Potrete scoprire tutto sulle botti e l’invecchiamento, per poi passare al blending e finalmente scoprire la differenza tra single malt e blended.

Il master analizzerà caratteristiche e lavorazione di Blended Scotch Whisky e Single malt Scotch Whisky dando rilievo anche agli aspetti legislativi che disciplinano la produzione di whisky in Scozia.

Dalla Scozia all’Irlanda il passo è breve quando si parla di whisky, quindi inevitabile approfondire le caratteristiche degli Irish Whiskey e prendere atto della legge irlandese in materia.

La giornata si chiuderà, dopo tante informazioni con il momento più atteso e lusinghiero per il palato, il tasting. Una degustazione guidata dei diversi whisky.

America, Canada, Giappone, India: tutti i whisky del mondo.

Il secondo giorno di Master sposterà l’attenzione sui Whiskey americani, Bourbon, Rye e Tennesse whiskey, poi si approfondirà la legge americana in materia.

Dall’America si passerà al Canadian Whiskey e si partirà per un lungo viaggio sulle vie del whisky nel mondo con due approfondimenti sul Whisky giapponese e la produzione indiana, per chiudere infine con una seconda degustazione.

Il profumo del whisky.

Nell’ambito del Master un approfondimento interessante sarà quello sul profumo, in cui vi guiderà Mia Terri. “Il profumo nel suo complesso viaggio che parte dal distillatore, si riposa in botte e lusinga il bicchiere“ questo il titolo del suo intervento sui profumi che analizzerà, partendo dai termini tecnici, la valenza delle temperature nella distillazione, i tagli alcolici, i profumi, il processo di selezione alcolica, per terminare con un’analisi sullo spirito in tutte le sue sfaccettature e accompagnandovi come Virgilio con Dante, dal malto al bicchiere.

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Le origini del bere e del bar

12/12/2017 by Terry Monroe

Coloni, pirati, guasconi e naviganti alla ricerca di sapori

Fin dal lontano 1600, ovvero, il lungo periodo di colonizzazioni da europei nelle zone asiatiche, l’uso di aromi e spezie, sia come merce di scambio che ingredienti fondamentali nella cultura del cibo e del bere, fu determinante nella contaminazione culturale e soprattutto nell’economia.

Inglesi ed Olandesi verso l’Oriente, Spagnoli, Portoghesi e Francesi verso le Americhe.

Presto le botti che ospitavano Sherry Porto, Madeira e Brandy cedettero il loro utilizzo allo scambio con quelli che saranno Ron…i Cognac ai Rhum… Whisky ai Rum. Banditi, Pirati e Corsari non ebbero mai così tanti bottini da contendersi.

Il mondo non era mai stato così grande e così ricco di sapori.

Nella nostra favola i profumi presero posto in Francia solo alla fine del 1700 con l’obiettivo di coprire “il Puzzo”, solo successivamente ottimizzati nella creazione di liquori dove l’ottimizzazione del profumo si sviluppa solo durante il secolo successivo.

Dai pirati dei caraibi con il rum alle moderne distillerie - la storia infinita del bar

Dalle colonie alle farmacie alcoliche europee

Nascono durante il lungo 1800 tante case liquoristiche dove la farmacia del vecchio bere si specializza creando veri e propri must ancora vincenti a distanza di due secoli successivi.

L’ancestrale Vino, la Gloriosa Birra presto vengono sopraffatte dalla produzione di veri e propri distillati con caratteristiche gusto-olfattive che segneranno i primi segmenti del bartending internazionale.

Si racconta di liquori prodotti nei conventi e nelle abbazie laddove la conoscenza e la cultura, ma soprattutto l’utilizzo della “sana farmacia alcolica” aveva ragion d’essere tutelata dai potenti, permise la nascita di icone come un Benedictine o di una Chartruse che ancora oggi celano la ricetta.

Si narra di medici come Peychaud che ne creò un bitter e qualche anno più avanti Jerry Thomas,”il Bartender” diede vita alla prima, forse, riconosciuta scrittura su come miscelare e crear Drink.

Mode e proibizioni

Le mode si son seguite ed inseguite sino ai giorni nostri, con una piccola grande parentesi chiamata “Proibizionismo” che dettò vere e proprie leggi sulle dinamiche di mercato e successivamente sui mercati. Le limitazioni erano mirate a controllare la grande frode che stava beffando gli stati: ognuno produceva e mercanteggiava alcol senza dichiararne lavorazioni ne corrispondendo tasse di produzione e smercio.

Fu venduta come campagna contro l’alcolismo, ma riscosse l’effetto esattamente contrario.

Il crimine organizzato sapeva già come alimentare e sostenere quel mercato clandestino che da fine 1800, aveva già impiantato radici. A questo punto limitare sarebbe stato come dar più ossigeno a questo grande fuoco che avrebbe bruciato qualunque mercato.

Siamo già nel 1920 quando il trasporto e la vendita di bevande alcoliche era fuorilegge.

Il 5 Dicembre del 1933 Roosvelt decretò la fine di questo periodo di contrabbando e smercio di danari.

Si poté bere alcolici nella propria casa o su ricetta medica sotto forma di rimedi medicali. Nacquero i Club dove ne stiparono in buone quantità.

Era consentito l’uso personale, ma non la fiaschetta a tasca. I luoghi erano solo chiusi a familiari o circoli. Non si poteva mostrare diciture con la pubblicazione della vendita di sostanze alcoliche e neppure lo scambio e la vendita di ricette era consentito.

Il primo passo verso la re-introduzione nel mercato e nelle abitudini della gente di quello che era stato il Demone di un periodo di decadenza culturale e gande crisi economica.

Ogni casa liquoristica nascondeva i suoi segreti negli aromi di ogni profumo da bere, il metodo di produzione divenne be presto il fior all’occhiello nella vendita e nello smercio.

Una bella etichetta, un artistico cartellone pubblicitario, magari anche ispirato ai primi del ‘900, riportava alla mente il momento in cui il Proibizionismo ne spense insegne.

La fine della guerra e del proibizionismo

Siamo al secondo dopo guerra, quando l’arrivo degli americani in Europa arricchì il mercato di nuovi Elixir.
Ricchi di Liquoristica da proteggere nasce A.I.B.E.S nel 1949 come Associazione Italiana Barman e Sostenitori.
Ben presto anche I.B.A, nel vicino 1951, si fonda International Bartenders Association. 

Solo nel 1950 la vodka sfida la guerra fredda ed approda negli Stati Uniti. Ogni associazione cercava di creare un mercato capace di distinguersi ed alimentarsi rispetto al mercato e creando nuove tendenze.

Nel 1961 fu posta una vera e propria selezione di liquori e distillati distribuiti in una cinquantina di Cocktails che han creato una scuola di gusto, cultura e leggenda.

La selezione dei primi “50” sceglieva abitudini già vincenti nel mercato e fu semplice inserirsi come uso classificazione comune.

Ogni cocktail cela un messaggio commerciale o una favola o una leggenda metropolitana…tutti pero’ han fatto il giro del mondo ed hanno insinuato l’arte del bere nella cultura dapprima classista e poi popolare della gente.

Tempi moderni, i cocktail oggi

Nel coso del tempo dalla fine 1800 ad oggi tanti drink hanno modificato la ricetta dall’origine a causa di impossibilità nella reperibilità di alcuni  prodotti caduti in disuso o sostituiti causa Fillossera della vite che modificò addirittura la produzione dell’alcol da vino dando spazio all’alcol da cereali. Anche la produzione di Gin creò vere e proprie leggi determinate alla produzione di alcol ed anche nomi nobili come l’Assenzio furono apice di una vera e propria campagna contro l’alcolismo inibendo addirittura paesi come la Svizzera alla produzione di alcol da cereali onde evitare la produzione e lo smercio dell’assenzio.

Molte storie ed un unico obiettivo, bere bene e soprattutto capire quale il modo migliore per valorizzare un prodotto invece che un altro.

Filed Under: Storie di bar Tagged With: bar

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